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Incontri di sensibilizzazione e divulgazione, Pietraporzio e Pontechianale – Cuneo (Italia)

In Valle Stura (Pietraporzio, 11 giugno) e Val Varaita (Pontechianale, 15 giugno), aree interessate dalle attività di monitoraggio delle concentrazioni di ozono, si terranno due incontri di sensibilizzazione sui temi del progetto Interreg MITIMPACT. L’obiettivo è informare le comunità locali sull’impatto del cambiamento climatico e dell’inquinamento fotochimico sulla vegetazione e sull’ambiente in generale, nonché illustrare l’approccio del progetto volto a definire strategie e misure di mitigazione adeguate.


International Conference on Ozone and Plant Ecosystems, Firenze (Italia)

L’inquinamento da ozono continua a essere un problema serio per gli ecosistemi terrestri e la salute delle piante. Alcuni progressi sono stati raggiunti controllando l’emissione di precursori in alcune zone del mondo ma resta ancora tanto da fare.

La conferenza internazionale, che si terrà a Firenze dal 21 al 25 maggio 2018, consentirà a tutti gli esperti del settore di incontrarsi e discutere lo stato dell’arte e le strategie da adottare nel prossimo futuro.
I temi principali affrontati della conferenza sono:
1. Monitoraggio, modellizzazione e valutazione del rischio del danno da ozono sugli ecosistemi vegetali.
Nuovi studi epidemiologici e approcci innovativi al monitoraggio si stanno sviluppando mentre la modellizzazione dell’ozono sta diventando sempre più sofisticata e ad alta risoluzione. La valutazione del rischio sta via via prendendo in considerazione molti parametri diversi per la protezione delle piante, con particolare attenzione al flusso di ozono stomatico.
2. Risposta degli ecosistemi vegetali all’esposizione all’ozono.
In questa sezione si parlerà di sicurezza alimentare ed effetti su foreste e praterie. Uno degli obiettivi principali è quello di valutare strategie per massimizzare la resa agricola, la produttività e altri servizi ambientali offerti dagli ecosistemi vegetali sotto stress da ozono.
3. Influenza degli ecosistemi vegetali sulla concentrazione di ozono nell’atmosfera.
La deposizione di ozono è fortemente influenzata dal tipo di vegetazione. Gli scambi di composti organici volatili biogenici sono noti per contribuire alla chimica dell’ozono nell’atmosfera. Si affronteranno quindi i meccanismi, la stagionalità, le risposte all’ozono da solo e in combinazione con altri fattori ambientali, nonché la selezione di adeguate infrastrutture verdi per l’inverdimento urbano.

Per maggiori approfondimenti, consultare la pagina ufficiale della International Conference on Ozone and Plant Ecosystems dalla quale è possibile scaricare e stampare il Book of Abstracts con il programma aggiornato.

Riunione di lancio del progetto MITIMPACT (Francia)

Il progetto è stato presentato ai rappresentanti eletti locali del Dipartimento delle Alpi Marittime presso il Centro amministrativo delle Alpi Marittime di Nizza.

I partner italiani dell’IPLA (Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente), Francesco Tagliaferro e Andrea Ebone, nonchè i membri del GIEFS (Groupe international d’Etudes des Forêts Sud-Européennes), Laurence Dalstein e Marie-Lyne Ciriani, hanno partecipato a questo incontro.

Conferenza stampa al Palazzo della Regione Piemonte, Piazza Castello, Torino (Italia)

Il 10 luglio 2017 a Torino, è stato presentato il Progetto Europeo MITIMPACT (Programma Alcotra), nell’ambito del quale un team di specialisti, coordinati da IPLA S.p.A. (Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente), si occuperà di studiare, prevenire e mitigare i danni subiti dalle foreste in provincia di Cuneo e nel Dipartimento delle Alpi marittime francesi a causa dell’elevata concentrazione di ozono in atmosfera.

Alla presentazione hanno preso parte, fra gli altri, l’Assessore all’Ambiente della Regione Piemonte, Alberto Valmaggia, l’Amministratore Unico di IPLA, Igor Boni, il responsabile del Servizio Cooperazione e progetti internazionali di IPLA, Francesco Tagliaferro, la responsabile tecnica per il Giefs – Group International d’Etudes des Forêts Subalpines – Laurence Dalstein, il dirigente responsabile della struttura semplice “Qualità dell’aria” di Arpa Piemonte, Mauro Grosa, e la dirigente di ricerca dell’Istituto Protezione Sostenibile delle Piante del Cnr a Sesto Fiorentino, Elena Paoletti.

“L’ozono – ha spiegato Igor Boni – è considerato uno dei più temibili inquinanti, pericoloso sia per l’uomo che per i vegetali. La sua stabilità gli consente di migrare anche a distanza dalle aree dove viene prodotto, normalmente in conseguenza della combustione degli idrocarburi utilizzati come carburante per il traffico veicolare. Questa caratteristica rende, perciò, possibile la sua presenza in concentrazioni elevate anche nelle aree rurali più remote, sia in pianura che in montagna, per cui sono state emanate apposite direttive anche a livello internazionale che stabiliscono dei limiti soglia di concentrazioni di ozono in atmosfera, oltre cui si può verificare il danno alle foreste”.

La formazione dell’ozono è correlata anche all’insolazione, e nella regione mediterranea si raggiungono i livelli più elevati d’Europa. “I territori interessati dal programma Alcotra di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia – ha aggiunto Francesco Tagliaferro – sono fra quelli maggiormente a rischio. Il danno dipende largamente non solo dalla specie vegetale, ma anche dalle condizioni climatiche in cui vegeta, poiché l’ozono agisce penetrando dagli stomi delle foglie e intervenendo poi nei processi metabolici, alterandoli”.

Gli obiettivi di MITImpact sono: prevedere e valutare economicamente l’impatto dei danni da ozono sulla vegetazione, sull’ecosistema e sui servizi ecosistemici, individuare pratiche e azioni mitiganti in base alla valutazione dei costi e dei benefici, e sensibilizzare sul tema enti, istituzioni e singoli cittadini. “Il progetto – ha detto Mauro Grosa – prevede attente ricognizioni e verifiche in campo, focalizzate su alcune delle specie forestali più tipiche delle nostre Alpi, quali il pino silvestre, il pino cembro e il faggio. Nella zona costiera di confine saranno verificati i danni anche sul pino d’Aleppo”. Le attività si svolgeranno nell’arco di 3 anni, con termine previsto per la fine di maggio del 2020.

Saranno studiati ed elaborati i dati di emissione e di concentrazione degli inquinanti nell’ambito delle aree di studio, correlandoli con i danni effettivamente osservati in campo e le condizioni meteorologiche attuali e previste sino al 2085 secondo specifici scenari evolutivi, “un metodo che consentirà – ha specificato Laurence Dalstein – di conoscere con miglior precisione i possibili danni futuri”.

Il progetto, ha poi aggiunto Elena Paoletti, “contribuisce ad aiutare a colmare un’attuale carenza normativa sulle soglie di protezione della vegetazione nei confronti del suo più importante inquinante attuale, l’ozono, fornendo parametri concreti di riferimento alle amministrazioni pubbliche”.

“Il cambiamento climatico – ha concluso l’Assessore Alberto Valmaggia – ci pone davanti a sempre nuove sfide, che si possono fronteggiare solo attraverso un’analisi precisa dei dati e delle prospettive di scenario, in un ambito che non può restare ristretto nei confini nazionali. La salvaguardia delle foreste, i nostri polmoni verdi, passa attraverso l’impegno delle istituzioni a livello transfrontaliero, e in questo caso la cooperazione fra Italia e Francia sarà determinante per delineare nuove strategie di mitigazione degli impatti dell’inquinamento da ozono per il nostro ecosistema”.

La stampa ha poi intervistato i relatori e il programma è stato trasmesso su un canale televisivo italiano locale.

                                     

Riunione di lancio del Progetto MITIMPACT (Italia)

Il 23 maggio 2017 è stato avviato, con la prima riunione dei partner presso la sede dell’IPLA, il progetto MITIMPACT, finanziato nell’ambito del programma Interreg ALCOTRA Italia-Francia e incentrato sulla previsione e valutazione dell’impatto del cambiamento climatico e dell’inquinamento fotochimico dell’aria sulla vegetazione transfrontaliera.

Le regioni interessate dal progetto, nelle quali l’impatto del cambiamento climatico sarà importante nel prossimo futuro, sono chiamate a rispondere con azioni di mitigazione, che permettano la salvaguardia della natura e dell’attrattività del territorio negli anni a venire.

La compagine dei partner chiamata ad operare comprende oltre all’IPLA, impegnata da oltre vent’anni nello studio e nella prevenzione e mitigazione dei danni da ozono sulla vegetazione, il GIEFS, associazione francese con grande esperienza sui problemi di deperimento collegati a stress biotici ed abiotici nelle foreste mediterranee, l’ARPA Piemonte, istituzionalmente incaricata di studiare, organizzare e diffondere le informazioni associate agli elementi dell’ambiente fisico e chimico e del clima in Piemonte, IPSP-CNR, istituto all’avanguardia a livello europeo nello studio delle interazioni tra inquinamento da ozono, cambiamenti climatici e vegetazione forestale e infine GeographR, studio professionale specializzato in analisi e modellizzazione di dati ambientali ad alta risoluzione spaziale.


In questa occasione, è stata presentata una prima bozza del piano di comunicazione e il logo ufficiale del Progetto selezionato tra una serie di proposte possibili.

In estrema sintesi, gli obiettivi del Progetto sono:
– aumentare la comprensione degli impatti e la correlazione dell’incidenza dei danni da ozono con i parametri climatici attuali e futuri. Tali analisi servono anche per mettere a punto il piano di gestione richiesto per sostenere la candidatura UNESCO;
– verificare e valutare le attuali norme europee, proponendo eventuali nuove soglie di protezione delle foreste mediterranee e metodologie per la stima dell’impatto del danno da ozono sui servizi offerti dall’ecosistema, con possibili azioni di mitigazione e adattamento;
– realizzare azioni di informazione e sensibilizzazione rivolte al grande pubblico, amministratori pubblici e professionisti.